Di questo vino, Vinea Domini, linea che rappresenta l’eccellenza nella produzione della Cooperativa Sociale Gotto d’Oro, ne produce circa 3.700 bottiglie, frutto di un lavoro attento in vigna e in cantina. Le uve provengono da vigneti di Cesanese d’Affile, vendemmiate nella prima decade di ottobre. La produzione è caratterizzata da scelte precise: potature severe, cimature frequenti ogni due settimane, defogliazione dopo l’invaiatura. In cantina, la macerazione sulle vinacce dura circa trenta giorni, seguita da un affinamento di tre mesi in barriques di rovere francese.
Nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino brillante e vivace. Al naso, l’apertura è franca e immediata: ciliegia fresca e croccante, accompagnata da ribes e mirtillo. L’alcol, che raggiunge il 14%, si fa sentire già all’olfatto. In breve tempo arrivano lievi note di riduzione, uno smalto appena accennato, poi il profilo si arricchisce di spezie dolci e caffè torrefatto, segni di un passaggio in legno che non sovrasta il frutto. In bocca il vino mostra corpo e struttura. Le durezze prevalgono: la freschezza è marcata, il tannino si fa notare con eleganza ma senza timidezza. È un rosso di carattere, piacevole da bere, ma ancora in fase di assestamento. È un vino che potrebbe esprimere un potenziale ancora maggiore lasciandogli tempo per trovare il giusto equilibrio tra componenti acide, tanniniche e morbide.
I classici della cucina ciociara sono l’abbinamento naturale: primi con ragù di carne, agnello al forno, porchetta arrosto, abbacchio allo scottadito. Il vino sostiene molto bene anche i salumi semistagionati come coppa e prosciutto crudo, dove la freschezza e il tannino trovano un buon contrappunto nella sapidità e nel grasso.
Questo Cesanese del Piglio 2022 è un vino onesto, che racconta il suo territorio senza troppi fronzoli. Per chi vuole conoscere uno dei pochi rossi autoctoni del Lazio degni di nota, questa è un’occasione interessante.
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